La stanza di Nemesis

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lunedì, 31 luglio 2006

Lost - Seconda Serie

In questi giorni ho terminato di vedere la seconda serie di Lost.

In lingua originale.

Ammetto che nella prima serie avevo contestato alcuni passaggi che mi erano sembrati delle incongruenze o delle ingenuità strutturali

Ma la seconda serie decisamente chiarisce tutto (si fa per dire).

Veramente eccezionale la genialità degli sceneggiatori, che non so sulla scorta di quali sostanze stupefacenti, ma hanno creato un plot assolutamente coinvolgente dove niente sembra quel che è, dove tutto è concatenato in un gioco di scatole cinesi e dove l'idea di destino si fa straordinariamente drammatica e beffarda.

Complimenti!

Peccato che adesso mi tocca stare qui a smaniare in attesa della Terza Serie.

Naturalmente, occuperò il tempo guardando, da settembre, la suddetta seconda serie in italiano (niente a che vedere con l'originale ma tant'è)

Un plauso speciale a due nuovi personaggi, di cui si fa la piacevole conoscenza e che, come dire, hanno il loro bel perchè...

Desmondmr eko

postato da: MairaNemesis alle ore 15:45 | link | commenti
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sabato, 29 luglio 2006

Ma non doveva piovere??

Una massa di nuvole scure

No, non sono nemmeno nuvole. E' il cielo. Il cielo mutato di colore. Da azzurro bluastro è diventato nero come il piombo. Là, dietro la chiesa, in cima alla collina. Le luci accese nella chiesa e i lampioni della strada che sale al bosco sono ancora più scintillanti, su quello sfondo da apocalisse.

Se prima una brezza smuoveva le fronde degli alberi ora è tutto immobile.

I cani da caccia ululano, inquieti nelle loro gabbie.

Penso che si scatenerà l'inferno. Che grandinerà e raffiche violente di vento sferzeranno le piante. I rami più deboli saranno spezzati, divelti, gettati lontano. Le foglie rotoleranno lungo la strada e saranno portate via, nei rigagnoli di acqua che si formeranno.

Continuo a scutare il cielo che si fa sempre più scuro.

Passa il tempo ed è scesa la sera. Non ci sono stelle, ma di pioggia nemmeno una goccia.

Mi sono ritrovata a boccheggiare nel mio letto, nè più nè meno di ieri. Il termometro esterno segnava 22°

Attendo ancora la tempesta

postato da: MairaNemesis alle ore 11:23 | link | commenti (1)
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giovedì, 27 luglio 2006

I misteri della quotidianità

Stasera mi sono messa a pensare a quel che si nasconde dietro la quotidianità, dietro i gesti apparentemente banali e senza particolare spessore delle persone che ci circondano, di quelle che conosciamo poco. Di quelle che sono un po' come comparse nel quadro della nostra vita, cui facciamo ben poca attenzione.

Camminavo sul vialetto di casa e guardavo le finestre spalancate nella calura di questa sera d'estate.
In una di queste case del mio tranquillo quartiere abita una famiglia. Assolutamente insignificante, per me. Una moglie, un marito, due ragazzini che giocano quasi sempre da soli, con cui scambio un saluto ogni tanto e a cui mi è capitato di fare un cazziatone perchè beccati a tormentare i gatti.

Niente di che.

Se un meteorite li avesse cancellati una notte, la mattina dopo manco me ne sarei accorta.


Ma qualche giorno fa ho saputo che la mamma è stata ricoverata e operata per un cancro al seno. Una che non avrà forse neache 40 anni.
Una mamma. Con due ragazzini che l'aspettano a casa, ora. Ieri sera il figlio stava sul balcone a sfogliare un libro. Mi è parso fosse triste, dannatamente triste.
E stasera, attraverso la finestra ho visto il marito, un uomo magro, i capelli di un colorito spento, i vestiti modesti, che parlava al telefono.
Si passava una mano tra i capelli.
Magari l'ho visto al telefono chissà quante volte. Non ne ho il ricordo, questo è certo, ma non che faccia una gran differenza.

Perchè stasera mi sono fermata a guardarlo. E ho immaginato quali notizie potessero giungere al suo orecchio in quel momento,
notizie della moglie. O magari raccontava a qualche parente lontano (e un po' indifferente) quel suo piccolo personalissimo dramma.
Quella cosa così strana e diversa, finchè non gli è capitata sulla testa. Finchè non gli è piombata dritta nel cuore.
Come un meteorite.

postato da: MairaNemesis alle ore 22:47 | link | commenti (1)
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mercoledì, 26 luglio 2006

...

Mi chiedo in quale punto del mio cammino io ti abbia smarrito

Se c'è stato un bivio, in cui hai voltato altrove, senza che me ne accorgessi, se c'è stata una salita, che ti ha lasciata indietro o una curva, oltre la quale ti ho persa, non ho più riconosciuto i tratti del tuo volto, le tue mani affusolate, quel tuo modo allegro di ridere.

Oggi sei qui e non so più chi sei.

Mi affanno di cercare, in qualche angolo di te, una traccia della persona che mi ha accompagnato per tanti anni, che mi ha guidato, che ha costruito il mio cammino nel bene e nel male.

Ma non la trovo.

C'è quello sguardo distratto, intento a chissà quali pensieri, ci sono le parole, buttate là, che mi feriscono orecchie e cuore. MI ferisce non sapere dove sei, non sapere perchè sei diventata quello che oggi non sono capace di accettare, di capire, forse perfino di amare

postato da: MairaNemesis alle ore 09:23 | link | commenti (1)
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domenica, 23 luglio 2006

Civette

Sono contenta di aver scoperto che una coppia di civette ha fatto il nido sul tetto della mia casa.

Questo spiega il perchè pur sentendone spesso il canto (che l'anno scorso non era così presente) non riuscissi mai a vederle, nonostante i miei appostamenti alla finestra anche in piena notte. Stavano proprio in cima alla mia testa!

A dir la verità una sera sono riuscita a cogliere, di sfuggita, un volo che faceva sosta su un palo della luce verso il campo di grano dietro casa.

Bello. Un nido di civette nella mia casa.

Civetta

La civetta (Athene noctua) non supera i 22 cm di lunghezza ed ha un'apertura alare di circa 58 cm. E' dotata di una testa appiattita e di dischi facciali abbastanza evidenti con fondo di colore biancastro. Gli occhi sono gialli, il piumaggio è superiormente di colore bruno, barrato e macchiato di bianco, inferiormente di colore bianco a strie brune.

Le ali brevi di cui è dotata le permettono di volare rapidamente ma solo in linea retta. Quando si posa si ranicchia ma si drizza subito se disturbata.  

E' un uccello allegro e spigliato anche di giorno, non teme l'uomo e non dorme mai così profondamente da lasciarsi sorprendere, il minimo rumore la sveglia, e vede benissimo anche di giorno.

In Italia è stazionaria ovunque e si calcolano oltre 10.000 coppie nidificanti.

Il periodo riproduttivo della civetta coincide con i mesi di aprile e maggio. La covata conta da 4 a 7 uova, bianche e tondeggianti. L'incubazione dura 28 giorni, e mentre cova la femmina non si allontana quasi mai dal nido, eccetto che per andare a caccia, anche se in genere è il maschio che procura il cibo. I giovani divengono indipendenti dopo 65-80 giorni.

L'alba e il tramonto sono le ore preferite dalla civetta che si nutre di topi, uccellini, rettili, anfibi, pipistrelli e grossi insetti. Appena scorge uno di questi animali, gli piomba addosso quasi ad ali chiuse, lo afferra per una zampa, e poi torna al luogo da cui è partita. Quindi con la preda tra gli artigli, rimane tranquilla per qualche tempo prima di ucciderla con due o tre beccate.

Se si tratta di un uccello, prima di mangiarlo gli toglie le penne, mentre nel caso di un quadrupede lo spella con grande destrezza.

 

Naturalmente non tengo in minimo conto le credenze della tradizione popolare che ritengono questo rapace notturno (ma gli strigiformi in genere) portatore di sventure, di lutti e rovine. Secondo tradizione, vedere una civetta o sentirne il canto porta sfortuna ed è presagio di morte. Altri ancora sostengono che porti disgrazia solo alla casa verso la quale volge lo sguardo, e fortuna agli occupanti di quella sulla quale è posata.
Il motivo di questa diffidenza verso la civetta deriva probabilmente dal suo aspetto: l'atteggiamento severo, unito alle abitudini notturne e al canto lugubre e malinconico.

Mi piace invece di gran lunga l'origine del nome, che in latino è Athene. Esso deriva da Atena, dea greca della saggezza, la quale aveva come simbolo la civetta, animale che i greci associavano alla chiarezza della sapienza. La dea diede poi anche il nome alla capitale greca, luogo dove le civette erano talmente diffuse che ancor oggi, per indicare un’azione stupida ed inutile, si dice Portare civette ad Atene.

postato da: MairaNemesis alle ore 10:07 | link | commenti (2)
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mercoledì, 19 luglio 2006

Soddisfazione

Che soddisfazione quando un bimbetto di 4 anni e mezzo, che normalmente dovrebbe essere avvezzo ad ascoltare solo Le tagliatelle di nonna Pina o Il coccodrillo come fa, chiede con assoluta veemenza un reply di Hiroshima del grande Gary Moore.

Gary Moore

Ho creato un mostro

postato da: MairaNemesis alle ore 19:39 | link | commenti (3)
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Uomini

Contro ogni (mia) previsione A. ha risposto.

Ma a riprova che il mio sesto senso funziona ancora egregiamente, in base alla risposta fornita è stato definito lapidariamente moscio da Saretta.

Come darle torto?

Dunque...

Cercasi uomini 'lupo', con istintualità a mille, carni guizzanti, che vivano attraverso i loro cinque sensi e dotati di spina dorsale.

Astenersi pavidi e moralisti.

Si teme fortemente che la razza sia ormai in rapida estinzione

postato da: MairaNemesis alle ore 08:35 | link | commenti (2)
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lunedì, 17 luglio 2006

Visti dagli altri

Mi è arrivato un giochino scemo via sms (fonte: mio fratello).

Poi riflettendoci non mi è sembrato tanto scemo, così mi sono immersa anche io anima e corpo in questa novella catena di sant'antonio.

Il testo da inviare recita più o meno: descrivimi con UNA SOLA parola. Poi invia questo stesso messaggio ad altre 10 persone e scoprirai cosa pensano di te. E' divertente,

Fatto.

I riscontri, riguardo alla mia persona, sono stati per il momento i seguenti:

Interessante
Indipendente
Intrigante
Esplosiva
Complice
Cazzona

Direi che posso considerarmi soddisfatta.

Trovo possa essere un buon modo per valutare quale impatto si ha sugli altri, come ci vedono.
Certo, l'ideale sarebbe che uno avesse anche il coraggio di descrivermi come una stronza immorale priva di coscienza, di leggi, bastiancontraria, affetta da sindrome di San Tommaso... e quant'altro.

Ma temo ci voglia più di un giochino sms per smuovere certi sentimenti

postato da: MairaNemesis alle ore 14:42 | link | commenti (4)
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domenica, 16 luglio 2006

Cattive abitudini

L'osservazione della varia umanità che mi circonda mi ha portato a fare delle considerazioni (naturalmente negative - piccola perfida cinica che sono...) che quivi espongo:

1) è universalmente diffusa la malsana idea che si possa essere felici e completi solo in coppia. Non nego di essere io stessa vittima di questa usanza, se non altro sociale, ma mi fa inferocire sentire di situazioni palesemente instabili, causa di una infelicità che trova la propria ragion d'essere proprio nell'individuo che compone l'altra metà della coppia e che tuttavia non si trova la forza di spezzare. In nome di questa pia illusione che ci crede sensati soltanto in due. Sarà colpa del fatto che abbiamo due gambe, due braccia, due occhi, ect...? Ricordiamoci però che ci sono cosette del tutto singole che tuttavia ci rendono la vita un bel po' interessante.

2) l'essere innamorati di una persona prosciuga inevitabilmente ogni capacità logica dalla sede cerebrale, tanto da farci credere, con assoluta certezza e buona fede, alle fregnacce improponibili che codesta persona ci propina. Con aria ingenua, rassicurante e un filino di rancore perchè "certe cose non dovresti nemmeno pensarle, di me". He già!

3) una dose di sano egoismo, da assumere ogni giorno, preferibilmente al risveglio, di modo da dare una sterzata alla giornata fin da subito, risolverebbe molto problemi. Un canto tantrico a metà giornata, dove ripetere la frase Io prima di tutto, sarebbe oltre modo adiuvante in tal senso

4) il ripudiare le proprie sensazioni, i propri sani istinti, in nome della pura ed il-logica logica di cui al punto due, e del buon senso (che non è mai il proprio, ma quello imposto dall'esterno quindi di per sè per nulla buono) è solo causa di autoflaggellazioni (ma in alone di santità naturalmente), di autocomplimentazioni per come siamo diventati bravi bambini cresciuti e, inevitabilmente, di frustrazioni immense, che si sfogano poi nelle maniera più svariate. E più malsane

 

Ma come sono polemica oggi. Quasi quasi mi faccio una manifestazione di protesta da sola.

postato da: MairaNemesis alle ore 12:42 | link | commenti (4)
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sabato, 15 luglio 2006

Sesto senso

Non è il film. Un gran bel film, per inciso. Ma non è di questo che voglio parlare.

E' quella strana sensazione, quelle vibrazioni impercettibili che si creano, quando incontro qualcuno, quando vivo una situazione.

Il mio terzo occhio.

So già come andrà a finire. E c'è poco da dire, poco da stare a raccontarsela. A. non chiamerà.

Naturalmente mi brucia da morire. Se c'è una cosa che non sopporto è perdere. Che è poi uno dei motivi principali per cui ho mollato l'atletica leggera, da ragazzina. Insieme al tempo. Pressochè assorbito per intero dalle ore chiusa nelle aule azzurre del liceo.

Sono una egocentrica. Ne faccio anche un vanto, per certi versi, ma non certo quando questo stupido senso aggiuntivo mi bisbliglia in un orecchio che non è affatto andata come volevo io. Che è andata tutta proprio in un'altra maniera.
Così A. non chiamerà. Nemmeno scriverà, temo. Col tempo, alla prima occasione, semplicemente sopporterà il martirio di un mio sguardo fulminante. Non sono sicura che sia abbastanza sveglio nemmeno per cogliere quello.

Ad ogni modo...

Ieri sera cena giapponese con Saretta, in quel di Verona.

E' una città che conosco poco, ma che mi è parsa piuttosto affascinante. Si respira una strana atmosfera, a metà strada tra quella che cogli nelle città d'arte del tipo di Firenze o Roma e una caotica città di mare. Non so perchè mi abbia fatto questa impressione, a dire il vero, ma tant'è.

L'Arena, l'Adige che scorre lento, la città illuminata vista dall'alto (ma mi è rimasta qui la mancanza di tavoli vuoti del Mako - e il numero imprecisato di divanetti da snob vuoti). La brezza leggera, il liston, i tedeschi vestiti in maniera indegna, mentre sorseggiano un alcolico nella pausa dell'opera.

Bella, bella serata.

Non ci fossero i miei pensieri da egocentrica a trapanarmi la testa. Dall'interno.

postato da: MairaNemesis alle ore 22:17 | link | commenti
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