Un’altra cosa che ho osservato nei racconti dei principianti è che non scavano quasi mai a fondo nei personaggi, che non ne rivelano molto il carattere […] non mostrano che ha una personalità. […] I personaggi non hanno una voce loro atta a rivelarli; e talvolta non hanno neppure tratti propri a contraddistinguerli. […] Spesso in un buon racconto è proprio il carattere del personaggio a determinare lo sviluppo di un’azione. Mentre, in questi racconti, mi sembra quasi che lo scrittore abbia prima pensato all’azione, e poi rimediato alla meglio con un personaggio in grado di compierla. Facendo il contrario, di solito, le cose riescono meglio. Se cominci da una personalità vera, qualcosa accadrà per forza; e non c’è bisogno di sapere che cosa sia prima di iniziare.
(F. O’Connor, Nel territorio del diavolo)
Niente è più difficile come non ingannare se stessi.
(L. Wittgenstein, Pensieri diversi)
Tutto si può inventare tranne la psicologia.
(L. Tolstoj, da una lettera ad Anton Cechov)
Chi scrive corre due pericoli: il pericolo di essere troppo buono e tollerante con se stesso, e il pericolo di disprezzarsi. Quando vuole troppo bene a se stesso, quando si sente per tutto ciò che pensa e scrive traboccante di simpatia, scrive allora con una facilità e lucidità che dovrebbero metterlo in sospetto […] Quando invece prende a disprezzarsi, abbatte prontamente i propri pensieri, li atterra a fucilate non appena si alzano e respirano, e si trova ad ammucchiare intorno a sé convulsamente cadaveri di pensieri, ingombranti e pesanti come uccelli morti. Oppure ancora, essendo pieno di disprezzo di sé, ma anche di una oscura speranza, scrive e riscrive la medesima frase in capo a un foglio infinite volte, nella fiducia assurda che da quella frase immobile sgorghino a un tratto, per un miracolo, vitalità e riflessione.
(N. Ginzburg, Mai devi domandarmi)
L’oscurità, la mancanza di chiarezza nell’espressione, è sempre e dovunque un sintomo assai brutto. Poiché in novantanove casi su cento essa deriva dalla mancanza di chiarezza nel pensiero, che a sua volta deriva quasi sempre dalla sua originaria incongruenza, inconsistenza e dunque inesattezza. […] ciò che è pensato in modo chiaro trova facilmente l’espressione adeguata.
(A. Schopenhauer, Sul mestiere dello scrittore e sullo stile)
Nella vera poesia […] le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.
(B. Croce, Poesia e non poesia)
