Che qualcosa sia successo vent’anni fa o soltanto ieri, all’origine di tutto ci deve essere un’emozione; un’emozione che mi tocchi da vicino e che io possa capire
Questa, in ogni caso, è fra le cose più belle della letteratura: scopri che i tuoi desideri sono universali, che non sei solo, che non sei isolato da nessuno. Sei parte di.
“Si deve iniziare col prendere appunti. Può capitare di doverlo fare per anni.. Quando pensi a qualcosa, quando ricordi qualcosa, mettilo al suo posto” disse. “Ma scrivilo mentre ci stai pensando. Potresti non coglierlo con altrettanto vigore, la seconda volta.”
Non sforzarti di essere arguta quando scrivi, se non ti viene naturale. Cerca, semplicemente, di essere sincera ed autentica.
Quando racconti un aneddoto, raccontalo in modo tale che i tuoi ascoltatori possano davvero vedere le persone di cui stai parlando.
Per scrivere bene, bisogna dominare totalmente il proprio soggetto […] Scrivere bene è, nello stesso tempo, pensare bene, sentire bene e rendere bene l’idea: è avere, nello stesso tempo, spirito anima e gusto.
(G. L. Buffon, Discorso all’Accademia francese)
Lo stile, per lo scrittore, come il colore per il pittore, è un problema non di tecnica, bensì di visione.
(M. Proust, Il tempo ritrovato)
Lo stile è un composto di linguaggio, pensiero e personalità
(L. Yutang, L’arte di vivere)
Scava la tua sensazione. Guarda che cosa c’è dentro. Non analizzarla con parole. Traducila in immagini sorelle, in suoni equivalenti. Più è netta, più si afferma il tuo stile. (Stile: tutto quello che non è tecnica)
(R. Bresson, Note sul cinematografo)
Un’altra cosa che ho osservato nei racconti dei principianti è che non scavano quasi mai a fondo nei personaggi, che non ne rivelano molto il carattere […] non mostrano che ha una personalità. […] I personaggi non hanno una voce loro atta a rivelarli; e talvolta non hanno neppure tratti propri a contraddistinguerli. […] Spesso in un buon racconto è proprio il carattere del personaggio a determinare lo sviluppo di un’azione. Mentre, in questi racconti, mi sembra quasi che lo scrittore abbia prima pensato all’azione, e poi rimediato alla meglio con un personaggio in grado di compierla. Facendo il contrario, di solito, le cose riescono meglio. Se cominci da una personalità vera, qualcosa accadrà per forza; e non c’è bisogno di sapere che cosa sia prima di iniziare.
(F. O’Connor, Nel territorio del diavolo)
Niente è più difficile come non ingannare se stessi.
(L. Wittgenstein, Pensieri diversi)
Tutto si può inventare tranne la psicologia.
(L. Tolstoj, da una lettera ad Anton Cechov)
Chi scrive corre due pericoli: il pericolo di essere troppo buono e tollerante con se stesso, e il pericolo di disprezzarsi. Quando vuole troppo bene a se stesso, quando si sente per tutto ciò che pensa e scrive traboccante di simpatia, scrive allora con una facilità e lucidità che dovrebbero metterlo in sospetto […] Quando invece prende a disprezzarsi, abbatte prontamente i propri pensieri, li atterra a fucilate non appena si alzano e respirano, e si trova ad ammucchiare intorno a sé convulsamente cadaveri di pensieri, ingombranti e pesanti come uccelli morti. Oppure ancora, essendo pieno di disprezzo di sé, ma anche di una oscura speranza, scrive e riscrive la medesima frase in capo a un foglio infinite volte, nella fiducia assurda che da quella frase immobile sgorghino a un tratto, per un miracolo, vitalità e riflessione.
(N. Ginzburg, Mai devi domandarmi)
L’oscurità, la mancanza di chiarezza nell’espressione, è sempre e dovunque un sintomo assai brutto. Poiché in novantanove casi su cento essa deriva dalla mancanza di chiarezza nel pensiero, che a sua volta deriva quasi sempre dalla sua originaria incongruenza, inconsistenza e dunque inesattezza. […] ciò che è pensato in modo chiaro trova facilmente l’espressione adeguata.
(A. Schopenhauer, Sul mestiere dello scrittore e sullo stile)
Nella vera poesia […] le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.
(B. Croce, Poesia e non poesia)