Fondamentalmente sono una nostalgica.
Sono una che ha il garage zeppo di scatoloni zeppi di vecchi quaderni e libri di scuola, lettere d'amore e d'odio, cartoline delle vacanze, bigliettini di quelli che ci si passava tra un banco e l'altro, regalini di vecchi fidanzati, biglietti del cinema, sigarette fumate a metà, fotografie, testi di canzoni, bottigliette con la sabbia di qualche spiaggia indimenticata, pupazzetti, chiavi che aprono non so più cosa, penne dal fondo mordicchiato... di tutto e di più.
Molti di quegli scatoloni non li apro da tempo. So che farlo significherebbe farmi molto male. Quindi aspetto. Paziente. Prima o poi verrà il momento buono. Sciogliersi in lacrime sarà inevitabile, ma ci sono cose che prima o poi dovrò affrontare.
Ad ogni modo.
Questo per tornare al fatto che sono una nostalgica. Tendo a conservare tutto. Vorrei avere un modo per conservare intatta la memoria degli anni che furono, i ricordi di ogni singolo istante della mia vita. Invece mi rendo conto che è impossibile.
D'altro canto mi accade talvolta che un profumo, una canzone, un minimo dettaglio nel momento più inaspettato della mia giornata mi trascinino d'un botto a un istante del passato e come su una pellicola ingiallita ma straordinariamente tersa, mi si ripropone davanti agli occhi quel momento. Perfetto, cristallizzato, identico ad allora.
E io sono di nuovo lì.
Questo sarà lo scatolone dei ricordi. Questa è la prima puntata.
Oggi in macchina, tornando dalla palestra, è saltato un non so quale interruttore ed io ero di nuovo là...
... c'è la mia bici, quella rossa col cestino di vimini. E c'è Fabio. Lui è quello del mio primo bacio, io ho 13 anni. L'ho incrociato alla cassa della Standa, lui ha salutato la mia amica e ha chiesto di essermi presentato. Io camminavo a circa 15-20cm da terra, dopo. Perchè lui è carino, carino da morire e io ho solo 13 anni e lui ha chiesto proprio di me, ha voluto conoscere me... le cose vanno come devono andare, viene a prendermi a scuola, col motorino, qualche giorno c'è qualche altro no, ma ha sempre delle scuse perfette, credibili... il primo bacio non è stato un granchè, avevo una gran fretta di andarmene, il vano delle scale, l'odore di umido, il suo profumo... ricordo che a casa c'era la nonna e io ho pensato "ora me lo legge in faccia", sono corsa allo specchio e avevo le labbra rosse. Il primo bacio non è stato un granchè ma guardandomi allo specchio ho sorriso... e c'è la mia bici rossa, quella col cestino di vimini. E c'è Fabio. Solo che ci stiamo prendendo a calci e pugni, lui prende a calci anche la mia bici ma alla fine se ne va. Io giro sui tacchi e porca miseria alla fine gliene ho date anche io, sono sicura che non era destino, torno a casa...